CONFRONTI Incisori in dialogo con Aligi Sassu

CONFRONTI
Incisori in dialogo con Aligi Sassu
a cura di Patrizia Foglia

INAUGURAZIONE: sabato 21 ottobre, ore 17,00

21 ottobre – 26 novembre
Via Filippini
Via Viarana, 12 – 20842 Besana in Brianza (MB)

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Laura Stor

Quanti caffè nella produzione artistica di Aligi Sassu! Mi fanno pensare che amasse frequentarli, vivere la loro atmosfera che è insieme vivace e raccolta, ogni tavolino un piccolo teatro dove personaggi diversi recitano la loro storia. Anche a me piacciono questi ambienti, in particolare i caffè storici, di cui le nostre città sono ricche. Così ho pensato di invitare Aligi Sassu al Caffè San Marco di Trieste, uno dei più belli che conosco; a fargli compagnia ho chiamato dei personaggi che credo lo avrebbero interessato: Saba, Freud, Svevo, tutti passati da quelle parti. E poi il caffè e la cioccolata che servono al San Marco gli sarebbero senz’altro piaciuti”. Familiare e amichevole l’invito che Stor fa al Maestro, un invito a stare con lei nella sua città natale, a condividere gli stessi interessi, la cultura letteraria, la storia di confine. Nella produzione sassiana il caffè è uno dei soggetti più frequentati, presenti sin dagli inizi della sua attività artistica. Sono i caffè di Parigi, come Dupont, ritratti nei suoi soggiorni nella capitale francese a metà degli anni Trenta, o quelli popolati da amiche che si scambiano confidenze e condividono la stessa malinconia, come in alcune incisioni e litografie tra gli anni Quaranta e la fine degli anni Ottanta. Descritti nelle diverse tecniche, in pittura e in grafica, i caffè di Sassu hanno ispirato Stor per il loro aspetto conviviale, quale luogo di incontro e di scambio: l’artista triestina compone la scena d’interno con una molteplicità di figure, la maggior parte con il volto rivolto allo spettatore quasi si presentassero, uno ad uno, esaltando la socialità del luogo. Stor è un moderno flaneur, compie un viaggio nel suo tempo risalendo però alle sue radici, alla sua cultura, proponendoci una lettura dell’opera di Sassu in chiave personale e introspettiva, una memoria della propria terra. La vicinanza col Maestro è anche nel percorso da lei compiuto nella grafica, la frequentazione di tecniche diverse con le quali esprimersi, dalla calcografia alle tecniche in piano, la scelta dei formati, dal piccolissimo foglio alle grandi lastre. In questo suo Caffè Stor richiama i dipinti del 1934 eseguiti da Sassu a Parigi, dove il tempo è sospeso in una fissità quasi innaturale, dove si vive il tempo dell’attesa, degli incontri fortuiti, ma troviamo anche la coralità del Grande caffè del 1939 e i momenti della vicenda personale dell’artista milanese, gli incontri con artisti e intellettuali, nei caffè, in una delle stagioni più ricche della storia culturale italiana.

Posso dire di aver vissuto nei caffè, che divennero infatti un universo di riferimento della mia pittura fin dall’inizio degli Anni Trenta. Naturalmente conoscevo i dipinti di Toulouse-Lautrec, di Monet e di Renoir; così come conoscevo quelli dei maestri parigini degli Anni Dieci. Però da allora molta acqua era passata sotto i ponti della Senna, come del Naviglio. E si trattava, piuttosto che ripetere il naturalismo dei grandi contemporanei francesi, di ricreare in pittura il caffè, di restituire alla tela un sogno incendiato di colori, la vanità di un punto di incontro, l’attesa … quell’indefinibile attesa del nulla che si profila in crescendo per un universo di gente che entra e esce nel mondo” (Aligi Sassu, Un grido di colore. Autobiografia, 1998)

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“Al caffè San Marco” puntasecca su plexiglass
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